{"id":151,"date":"2012-03-04T15:07:15","date_gmt":"2012-03-04T14:07:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viaggidistoria.it\/it\/?p=151"},"modified":"2018-01-06T12:31:00","modified_gmt":"2018-01-06T11:31:00","slug":"la-strage-di-my-lai-vietnam-1968","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viaggidistoria.it\/it\/la-strage-di-my-lai-vietnam-1968\/","title":{"rendered":"La strage di My Lai Vietnam 1968"},"content":{"rendered":"<p>Nel video in esclusiva la testimonianza di un sopravvissuto, Ong Nam, rilasciata a Franco Lovato durante uno dei suoi viaggi in Vietnam.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-179 alignleft\" src=\"https:\/\/www.viaggidistoria.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mylaigroupbig1-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.viaggidistoria.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mylaigroupbig1-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.viaggidistoria.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mylaigroupbig1.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>16 marzo 1968.<\/p>\n<p>Villaggio di S\u01a1n M\u1ef9, Vietnam centrale.<\/p>\n<p>Una pattugia di elicotteri si avvicina a questo villaggio massacrando civili inermi.<\/p>\n<p>Il massacro porter\u00e0 il nome &#8220;La strage di M\u1ef9 Lai&#8221; e a farlo sono i soldati statunitensi della Compagnia C, 1\u00ba Battaglione, 20\u00ba Reggimento, 11a Brigata della 23\u00aa Divisione di fanteria statunitense, agli ordini del tenente William Calley (Allora 25 enne), uccisero 347 civili &#8211; principalmente vecchi, donne, bambini e neonati.<\/p>\n<p>A fermarli e\u2019 un\u2019altra pattuglia americana in ricognizione sul posto.<\/p>\n<p>Il maggiore elicotterista Hugh Thompson, visto cosa stava accadendo si pose con il suo elicottero fra alcuni sopravissuti ormai in trappola e i soldati e impose di cessare il fuoco. Caric\u00f2 i superstiti e li porto in salvo.<\/p>\n<p>Le foto furono scattate da <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ronald_L._Haeberle\">Ronald L. Haeberle<\/a> fotografo americano dell&#8217;esercito degli stati uniti che era al seguito della compagnia Charlie.<\/p>\n<p>Di questa strage se ne avr\u00e0 notizia solo un anno e mezzo dopo, quando il giornalista indipendente <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seymour_Hersh\">Seymour Hersh<\/a> scoprir\u00e0 la storia e pubblicher\u00e0 le foto dell\u2019orrore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eOIWfQCz5C0?feature=oembed&#038;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" gesture=\"media\" allow=\"encrypted-media\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><strong>\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Riporto parte di un articolo di<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vittorio_Zucconi\"> Vittorio Zucconi<\/a> scritto nel 2009 che esprime molto bene le motivazioni degli eventi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il tenente Calley fu condannato per la strage di My Lai di 41 anni fa<br \/>\nL&#8217;ex ufficiale, unico criminale di guerra Usa, dice di essere oppresso dal rimorso<\/h2>\n<p>Nessuno, non i generali a quattro stelle, non i presidenti e neppure gli strateghi nemici come il generale Giap, fece quello che il tenente William Laws Calley fece a 25 anni per mobilitare il disgusto nazionale per quella che, dopo di lui, sarebbe per sempre diventata &#8220;una sporca guerra&#8221;. Fu colui che scosse l&#8217;America dalla certezza della propria eccezionalit\u00e0 e della propria innocenza e la mise di fronte alla realt\u00e0 atroce di quella presunta missione civilizzatrice.<\/p>\n<p>Calley ebbe la sfortuna di avere un commilitone che sent\u00ec prima di lui il bisogno di parlare, di cercare un giornalista coraggioso, <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seymour_Hersh\">Seymour Hersh<\/a><\/strong>, disposto a fare quello che n\u00e9 i comandi, n\u00e9 il Parlamento americano, avevano osato fare: raccontare quello che era accaduto nel villaggio di My Lai, un nome che suona beffardamente in inglese come &#8220;la mia menzogna&#8221;, in quel marzo del 1968.<\/p>\n<div id=\"adv180x150m\"><\/div>\n<p>Quando Calley, ufficialetto di complemento prodotto in fretta e furia dopo appena 16 settimane di corso, fu inviato a My Lai, erano passate poche settimane dall&#8217;offensiva del capodanno buddista, il Tet. La macchina militare americana, all&#8217;apice dei 500 mila soldati, aveva sofferto non una sconfitta, ma un&#8217;umiliazione, e il mito della invincibilit\u00e0, della &#8220;luce alla fine del tunnel&#8221; si era frantumato in patria, proprio mentre esplodeva il &#8217;68. Calley, e i suoi soldati, non cercavano vittorie, cercavano vendetta per i compagni uccisi, sfogo per la loro esasperazione, e corpi da contare, per concludere la missione e tornare in fretta al mondo, a casa. Si chiamavano operazioni &#8220;cerca e distruggi&#8221;, e la Compagnia C dell&#8217;Undicesima Brigata di fanteria leggera sbarc\u00f2 dai proprio elicotteri per distruggere.<\/p>\n<p>Non fu mai stabilito quanti esseri umani furono uccisi, perch\u00e9 nella giungla tropicale i corpi si decompongono in fretta e nelle capanne incendiate non arriv\u00f2 nessuna polizia scientifica a frugare nei resti. Forse 70, come sentenzi\u00f2 la Corte Marziale, 300, come disse qualche testimone, 500 secondo il piccolo museo memoriale costruito nel villaggi.<\/p>\n<p>Ma nessuno di loro, neppure a guerra finita, risult\u00f2 essere un guerrigliero, un &#8220;quadro&#8221; vietcong, un agente del Nord comunista. Per tre ore, lui &#8211; Calley detto &#8220;Rusty&#8221;, il rugginoso per le efelidi infantili, un ragazzo qualsiasi che si era arruolato soltanto perch\u00e9 la sua auto si era guastata davanti al centro di reclutamento e, disperato, senza soldi, studi e futuro, era entrato &#8211; i suoi soldati, anche loro giovanotti qualsiasi pescati nella lotteria della leva militare, divennero quello che la guerra produce sempre, secondo l&#8217;ammonimento del grande generale nordista e distruttore di Atlanta, William Tecumseh Sherman: demoni.<\/p>\n<p>Furono necessari due anni, lo scoop del giornalista Seymour Hersh che lacer\u00f2 il sudario di silenzio costruito dal governo attorno a My Lai, perch\u00e9 il processo fosse celebrato, con una sentenza che incendi\u00f2 l&#8217;America. I pacifisti furono sconvolti dalla condanna all&#8217;ergastolo del solo Calley, e dalla assoluzione del superiore diretto che lo aveva inviato in missione, il capitano Medina, quando emersero immagini di bambini ripescati dalle fosse con una &#8220;C&#8221; incisa nel petto dalle baionette. I buoni patrioti furono altrettanto sconvolti da una condanna cos\u00ec pesante per &#8220;crimini di guerra&#8221; contro un soldato colpevole, secondo loro, soltanto di avere &#8211; antica storia &#8211; obbedito agli ordini. Si sollevarono per lui governatori nel Sud, tra i quali anche un futuro presidente, Jimmy Carter. E Nixon commut\u00f2 la pena dall&#8217;ergastolo a soli due anni di arresti domiciliari, nel 1974, quando ormai la guerra era finita.<\/p>\n<p>Finita per gli altri, ma non per il tenente figlio di un rigattiere della Florida, divenuto criminale di guerra. Quando torn\u00f2 a piede libero, lavoricchi\u00f2 come commesso nel negozio del suocero, poi come venditore di polizze. Sempre con il sabba di quei cadaveri che neppure lui sapeva quanti fossero, perch\u00e9 la conta dei cadaveri vietnamiti era notoriamente fasulla e gonfiata, fino alla sera di gioved\u00ec scorso, quando si \u00e8 alzato a parlare a una cena del club dei Kiwanis per chiedere, 41 anni dopo, &#8220;perdono&#8221; e ammettere tutto. &#8220;Io lo perdono anche &#8211; ha detto alla Associated Press il vecchietto che fa da guardiano al museo del massacro in Vietnam ed ebbe una sorella nella fossa &#8211; ma deve venire qui, a My Lai, e chiederlo a noi&#8221;.<\/p>\n<p>Vittorio Zucconi 23 Agosto 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel video in esclusiva la testimonianza di un sopravvissuto, Ong Nam, rilasciata a Franco Lovato durante uno dei suoi viaggi in Vietnam. &nbsp; 16 marzo 1968. Villaggio di S\u01a1n M\u1ef9, Vietnam centrale. 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